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Marchionne premiato e contestato L'ad: «Situazione politica da ...
Corriere della Sera
«La situazione politica italiana è da risolvere anche a livello internazionale, è una questione di credibilità del Paese intero»
Corriere della Sera
«La situazione politica italiana è da risolvere anche a livello internazionale, è una questione di credibilità del Paese intero»
Il manager: «L'azienda intende rafforzare le radici in Italia». «Quando incontrerò Camusso? Se mi invita a cena, mi presento». Mentre l'ad della Fiat riceve un riconoscimento a Mirandola, fuori dal teatro si scatena la protesta: slogan e monetine a terra.
Sergio Marchionne
«La situazione politica italiana è da risolvere anche a livello internazionale, è una questione di credibilità del Paese intero». Parole di Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat, oggi a Mirandola, nel Modenese, per ritirare il Premio «Pico 2010». Contro di lui oggi un'altra protesta, con slogan, monetine lanciate per terra e «contro-premi». E Marchionne, ritirando il riconoscimento, torna sulle polemiche degli ultimi giorni e ripete che l'azienda intende «rafforzare le nostre radici qui in Italia». E a chi gli chiede quando incontrerà il neo segretario generale della Cgil Susanna Camusso, il manager risponde: «Se lei mi invita a cena io mi presento».
LE PAROLE DI MARCHIONNE - Marchionne parla al teatro Nuovo. «Dopo aver riportato l’azienda a competere a livello internazionale - è la premessa dell'ad - intendiamo rafforzare le nostre radici qui in Italia. Lo possiamo fare perchè abbiamo la forza e l’esperienza di un gruppo globale; perchè conosciamo bene la realtà che ci sta intorno, conosciamo i mercati e le condizioni minime che sono richieste per continuare ad essere competitivi, soprattutto con i nostri vicini europei. Lo vogliamo fare - rincara Marchionne- perchè siamo un’azienda cresciuta nel mondo ma nata in Italia e sentiamo di avere una grande responsabilità verso il nostro Paese». Ma c'è una richiesta: «Chiediamo che tutti i soggetti coinvolti siano disposti a lavorare insieme, nella stessa direzione», conclude l'ad di Fiat. Ritirando il premio, Marchionne ribadisce quanto già detto nei giorni scorsi: «La verità è che esiste un problema di competitività, che ha spinto molte aziende ad abbandonare il paese e a trasferire all’estero le loro attività». Più di un passaggio, nel discorso dell'amministratore delegato, è dedicato alle parole pronunciate su Rai Tre da Fazio: «Quando dico che l'Italia, per il gruppo Fiat, è un’area in perdita, non significa che vogliamo andarcene dal Paese come molti hanno voluto interpretare». E aggiunge: «Il nostro progetto è pensato, studiato e tarato perchè la Fiat possa crescere in Italia e possa crescere con l’Italia. Ma ignorare i problemi, o peggio nasconderli sotto un facile ottimismo, è il rischio più grande che possiamo correre». Detto questo, «la Fiat non si è mai arresa in tutta la sua storia. E non intende certo iniziare a farlo ora», è l'assicurazione di Marchionne.
Sergio Marchionne
«La situazione politica italiana è da risolvere anche a livello internazionale, è una questione di credibilità del Paese intero». Parole di Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat, oggi a Mirandola, nel Modenese, per ritirare il Premio «Pico 2010». Contro di lui oggi un'altra protesta, con slogan, monetine lanciate per terra e «contro-premi». E Marchionne, ritirando il riconoscimento, torna sulle polemiche degli ultimi giorni e ripete che l'azienda intende «rafforzare le nostre radici qui in Italia». E a chi gli chiede quando incontrerà il neo segretario generale della Cgil Susanna Camusso, il manager risponde: «Se lei mi invita a cena io mi presento».
LE PAROLE DI MARCHIONNE - Marchionne parla al teatro Nuovo. «Dopo aver riportato l’azienda a competere a livello internazionale - è la premessa dell'ad - intendiamo rafforzare le nostre radici qui in Italia. Lo possiamo fare perchè abbiamo la forza e l’esperienza di un gruppo globale; perchè conosciamo bene la realtà che ci sta intorno, conosciamo i mercati e le condizioni minime che sono richieste per continuare ad essere competitivi, soprattutto con i nostri vicini europei. Lo vogliamo fare - rincara Marchionne- perchè siamo un’azienda cresciuta nel mondo ma nata in Italia e sentiamo di avere una grande responsabilità verso il nostro Paese». Ma c'è una richiesta: «Chiediamo che tutti i soggetti coinvolti siano disposti a lavorare insieme, nella stessa direzione», conclude l'ad di Fiat. Ritirando il premio, Marchionne ribadisce quanto già detto nei giorni scorsi: «La verità è che esiste un problema di competitività, che ha spinto molte aziende ad abbandonare il paese e a trasferire all’estero le loro attività». Più di un passaggio, nel discorso dell'amministratore delegato, è dedicato alle parole pronunciate su Rai Tre da Fazio: «Quando dico che l'Italia, per il gruppo Fiat, è un’area in perdita, non significa che vogliamo andarcene dal Paese come molti hanno voluto interpretare». E aggiunge: «Il nostro progetto è pensato, studiato e tarato perchè la Fiat possa crescere in Italia e possa crescere con l’Italia. Ma ignorare i problemi, o peggio nasconderli sotto un facile ottimismo, è il rischio più grande che possiamo correre». Detto questo, «la Fiat non si è mai arresa in tutta la sua storia. E non intende certo iniziare a farlo ora», è l'assicurazione di Marchionne.