
Roma, 5 nov. (Apcom) - Stretta della Cassazione sull'evasione fiscale. È punibile con la reclusione da sei mesi a due anni chi non versa l'iva dichiarata, se il mancato pagamento si estende oltre il 27 dicembre dell'anno successivo a quello di riferimento. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza 38619 del 3 novembre 2010. Il tribunale di Ancona, si legge sul sito Cassazione.net, aveva applicato l'indulto nei confronti di un uomo che aveva omesso di versare l'iva dichiarata nell'anno 2005. Così il procuratore generale presso la Corte d'appello della stessa città aveva presentato ricorso affermando l'inapplicabilità di tale beneficio, in quanto il reato si era consumato nel vigore della nuova normativa, la quale prevede, per coloro i quali omettono il pagamento dell'iva, un trattamento sanzionatorio equivalente a quello previsto per il sostituto che non versa le ritenute d'acconto. Accogliendo il ricorso, la Suprema Corte ha chiarito inoltre che "per la consumazione del reato non è sufficiente un qualsiasi ritardo, ma occorre che l'omissione del versamento dell'imposta dovuta si protragga fino al 27 dicembre dell'anno successivo al periodo d'imposta di riferimento".