Le istituzioni incassano il “sì”ad una nuova interlocuzione per
esaminare in particolare le proposte che metterà in campo la Regione
La disponibilità a valutare le azioni che le istituzioni, in primis
la Regione Abruzzo, sono pronte ad attivare per scongiurare
l’annunciata riduzione del personale da 81 a 6 unità e, dunque, la
sostanziale chiusura dello stabilimento di Roseto.
la promessa che, dopo il lungo incontro tenutosi nel pomeriggio nella
sede dell’ente, mentre i lavoratori manifestavano in strada, il tavolo
convocato in Provincia ha incassato da parte dei rappresentanti de La
Perla, l’azienda con sede a Bologna specializzata nella produzione di
abbigliamento intimo.
In gioco ci sono gli 81 posti di lavoro che l’azienda ha finora
garantito nello stabilimento rosetano, dove è ancora in corso la cassa
integrazione straordinaria concessa per motivi di “riorganizzazione”,
ma gli ammortizzatori sociali scadranno il prossimo 14 gennaio.
L’organico risulta sovradimensionato rispetto ai piani aziendali che
prevedevano, già nel 2009, per Roseto, la trasformazione a polo
tecnico destinato alla gestione dei laboratori dell’indotto situati nel sud
Italia. La delocalizzazione, secondo l’attuale piano industriale, dovrebbe
avvenire in Puglia.
Su proposta dell’assessore regionale al Lavoro Paolo Gatti, che ha
chiesto all’azienda di aprire “un ulteriore spazio di confronto esaminando
le misure che siamo in grado di mettere in campo per rendere la
permanenza nel sito ancora competitiva”, e degli assessori provinciali
alle Attività produttive (Ezio Vannucci) e al Lavoro (Eva Guardiani), i
quali hanno posto l’accento sulla “grave perdita che il territorio potrebbe
subire se il piano venisse attuato, circostanza questa che deve essere
scongiurata ricorrendo a tutti gli strumenti possibili”, i rappresentanti
dell’azienda hanno accettato di dare spazio ad un ulteriore esame della
situazione. Proposta condivisa anche dal sindaco di Roseto, Franco
Di Bonaventura, che, accompagnato dall’assessore Enzo Frattari,
ha ribadito la propria preoccupazione per le intenzioni annunciate
dall’azienda e per i riflessi che il piano potrebbe avere sui lavoratori.
All’incontro erano presenti per la Regione anche il dirigente del
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servizio Politiche del lavoro, Giuseppe Sciullo, mentre l’azienda era
rappresentata da Emilio Manzotti, direttore operativo del gruppo, e
Giuseppe Toninelli, responsabile per l’Italia dell’azienda. Era invece
assente per altri impegni l’amministratore delegato, Alain Prost, al
quale Manzotti e Toninelli riferiranno l’esito dell’incontro. Si attende
per domani, in ogni caso, la conferma della presenza dello stesso
Prost all’incontro promosso dall’assessore Gatti presso il Ministero
dello Sviluppo Economico e programmato per venerdì 8 ottobre.
“Prendiamo atto del fatto che si è aperta una fase di interlocuzione fra
azienda e istituzioni locali – dichiarano congiuntamente i sindacati,
rappresentati da Giovanni Timoteo ed Emanuela Loretone (Cgil),
Gianluca Di Girolamo ed Emidio Angelini (Uil) e Giampiero
Daniele (Cisl) - . In ogni caso eventuali soluzioni condivise devono
ancora maturare. Infatti, ad oggi, resta sul tavolo solo un Piano di
rioganizzazione dall’azienda che cancella il polo produttivo di Roseto. Le
organizzazioni sindacali e i lavoratori in riferimento all’attuale contesto
valuteranno in assemblea ogni iniziativa utile alla vertenza”.