


CHIESTO RICOVERO PER TARTAGLIA La difesa di Massimo Tartaglia, l'uomo che ha aggredito il premier Silvio Berlusconi, ha chiesto al Gip il ricovero del proprio assistito in un ospedale psichiatrico, in attesa che sia disponibile un posto in una comunita' terapeutica, gia' individuati.
Gli avvocati Daniela Insalaco e Gian Marco Rubino hanno spiegato di aver avuto la disponibilità del ricovero in una comunità terapeutica per il loro assistito "perché riteniamo necessario che venga curato. La comunità terapeutica - hanno proseguito - ci ha dato però la disponibilità dal 4 gennaio". Per questo i legali hanno chiesto al gip "il ricovero del nostro assistito presso un ospedale psichiatrico. Restiamo in attesa dell'ordinanza del gip".
Il gip di Milano Cristina Di Censo deciderà domani sulla convalida dell'arresto e sull'eventuale applicazione di una misura cautelare per Massimo Tartaglia, l'uomo che domenica scorsa ha aggredito il premier Silvio Berlusconi. Il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro ha chiesto per Tartaglia la custodia cautelare in carcere, mentre i difensori dell'uomo che si trova in carcere a San Vittore hanno chiesto per lui la detenzione in un ospedale psichiatrico, in attesa di un ricovero in una comunità terapeutica. Il gip non ha ancora sciolto la riserva e la decisione, a quanto si è saputo, verrà presa domani.
MESSAGGIO DEL PREMIER - "Grazie di cuore ai tantissimi che mi hanno mandato messaggi di vicinanza e di affetto. Ripeto a tutti di stare sereni e sicuri. L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio": questo il messaggio del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che appare sulla prima pagina del sito ufficiale del Pdl (www.pdl.it). Il messaggio è datato 15 dicembre. Sul grande banner che contiene il messaggio del premier si alternano anche altri 'messaggi' (come quello di Bondi o quello che invita all'iscrizione al Pdl) insieme all'invito ad andare sul sito www.forzasilvio.it dove è possibile registrarsi e inviare un messaggio di solidarietà per il premier.
POMERIGGIO TRANQUILLO, AL SUO FIANCO LA FIGLIA MARINA - E' un pomeriggio tranquillo quello che sta trascorrendo il presidente del consiglio Silvio Berlusconi nella sua stanza dell'ospedale San Raffaele di Milano dove è ricoverato da domenica sera. Dopo quella del ministro della giustizia Angelino Alfano, il premier non ha ricevuto altre visite istituzionali e ha riposato fino all'ora di pranzo. Nel primo pomeriggio lo ha raggiunto la figlia Marina che è tuttora con lui in ospedale. Non sono previsti altri bollettini medici né per oggi né per domani quando verrà dimesso probabilmente attorno all'ora di pranzo.
DOMANI LE DIMISSIONI - Il premier Silvio Berlusconi dovrebbe essere dimesso domani, "con la raccomandazione di astenersi da impegnative attività pubbliche per almeno due settimane". Lo ha detto il medico personale del presidente del Consiglio, Alberto Zangrillo, che è anche primario di anestesia e rianimazione all'ospedale San Raffaele di Milano dove Berlusconi è ricoverato, diffondendo il bollettino medico questa mattina. "Non sappiamo con precisione - ha aggiunto Zangrillo - ma il premier dovrebbe essere dimesso nel primo pomeriggio di domani". Esiste un rischio stress, ha aggiunto, per le continue visite "e questo un po' ci preoccupa ma lo aiutano a rimanere informato". "Sta riprendendo - ha anche detto - con gradualità le sue normali condizioni e non abbiamo preoccupazioni". Alla domanda se rimarrano cicatrici, Zangrillo ha risposto "no, non credo" e "i denti verranno ricostruiti". Per quanto riguarda l'alimentazione, il premier si nutre ancora "con un po' di fatica ma c'é una evoluzione positiva del quadro di questo aspetto". "Il suo umore è preoccupante perché è sempre piuttosto abbacchiato ma dà segni di ripresa" ha prosguito Zangrillo. "E' sereno per il ripristino della condizione fisica - ha aggiunto - ma ha una coda di profonda amarezza per quanto é capitato e per alcune cose successive".
Silvio Berlusconi stamani si è svegliato molto presto anche stamani nella sua stanza al settimo piano dell' ospedale San Raffaele di Milano, dove ha passato la sua seconda notte di ricovero dopo l'aggressione subita domenica in Piazza Duomo. Secondo quanto si è appreso, il presidente del Consiglio, si é svegliato all'incirca alle 6 e 30 e, esattamente come ieri, la sua prima richiesta è stata quella di poter leggere i giornali.
COPASIR, GESTO ISOLATO - L'aggressione di Massimo Tartaglia a Silvio Berlusconi e' stato un gesto ''isolato'' e ''scollegato'' da qualunque altro soggetto o volonta' politica, ma il premier deve essere ''piu' prudente'' nei contatti con la folla; la sua sicurezza ''e' bene nazionale'' e il rischio che da un episodio cosi' grave possa derivare una crescita del pericolo di emulazione esiste''. Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta e il direttore del DIS (l'organismo di controllo degli 007), Gianni de Gennaro, sono stati ascoltati oggi dal Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, guidato da Francesco Rutelli, dove e' stato fatto il punto sulla protezione e tutela della sicurezza del capo del governo ferito domenica scorsa a Milano. E anche il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, nel corso dell'informativa del governo al Parlamento, ha avvertito: ''la progressiva, crescente campagna contro la persona del presidente del consiglio, finisce spesso per innescare una pericolosa spirale emulativa''. ''Temiamo altre aggressioni'', aveva ammesso Paolo Bonaiuti,sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e Rutelli ha confermato che ''una maggiore prudenza sara' necessaria da oggi in poi''. Insomma nei contatti del premier si dovra' mettere maggior attenzione, e da parte di chi gestisce la sua sicurezza ''qualche volta si dovra' dire di no, che certe cose non le puo' fare perche' ora il pericolo e' piu' alto di prima e in qualche momento va posto lo sbarramento''. Quanto alle critiche sulla gestione della sicurezza attorno al premier al termine del suo comizio a Milano, Rutelli, come Maroni, ha confermato che tutto e' stato fatto nel miglior modo possibile. Il titolare del Viminale nel corso dell'informativa ha cosi' ricostruito tutti gli interventi ''preventivi'' che vengono effettuati in vista di una visita del premier: ''vengono effettuati preventivamente sopralluoghi da parte delle forze dell'ordine in stretta collaborazione con il personale dell'Aisi''. Quando Silvio Berlusconi ''va in luoghi pubblici la competenza dell'Aisi si incrocia con quella delle forze dell'ordine sul territorio''. Lo stesso ha puntualizzato il presidente del Copasir. Rutelli, riferendo alcuni contenuti dell'audizione di Letta e De Gennaro, ha argomentato: ''Prevenzione e vigilanza devono essere molto alte perche' il rischio che da un episodio cosi' grave possa derivare una crescita del pericolo e l'emulazione e' un rischio che esiste''. Anche perche', ha sostenuto il presidente del Comitato, ''da tutte le analisi fatte dai servizi nell'ultimo periodo e' emersa una crescente preoccupazione sul fatto che ormai sono molti i punti di tensione nel nostro paese''. E ricostruendo l'aggressione in piazza Duomo, Rutelli ha ricordato che attorno a Berlusconi ''c'era un tale numero di guardie del corpo e addetti alla sicurezza che e' da considerarsi quasi un evento accidentale che possa essere filtrato e passato l'oggetto che lo ha colpito''. Tutti i componenti del Comitato parlamentare per la sicurezza hanno invitato il premier a una maggiore prudenza durante i suoi contatti con la folla in occasione di manifestazioni pubbliche. Il presidente del Consiglio, ha rilevato Rutelli, ha ''modalita' e volonta' di stare in mezzo alla gente, che rende di fatto impossibile impedirgli dei contatti fisici con il pubblico, lasciando in questo modo aperte sempre delle falle nella sua sicurezza personale tale da non potersene far carico ne' ai servizi interni ne' alle forze dell'ordine competenti per territorio''. L'agenzia per la sicurezza interna che ''gestisce'' la protezione del capo del governo dopo le vicende legate alla violazione fotografica della residenza sarda del premier e la ripresa di filmati da parte di privati a palazzo Grazioli hanno messo in campo una serie di misure che prevedono la ''messa in sicurezza'' in qualsiasi condizione di Berlusconi, considerando anche le difficolta' che devono affrontare gli uomini della scorta, la maggior parte carabinieri, quando incontra gruppi di persone.
MARIKA ORLANDO

































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Un messaggio recepito da Franco Siddi, segretario generale della Fnsi, che commenta: “Il problema che pone il Papa è di alto contenuto etico per la convivenza civile tutta che si fonda sempre su solidi principi di rispetto per i valori di ogni persona. Per quanto riguarda l'informazione riconosciamo da tempo che c'è un problema che - come sottolinea il Pontefice - non riguarda il racconto del male ma l'amplificazione che spesso se ne fa”. “Per quello che ci riguarda – continua Siddi - non possiamo che ripetere che fare informazione significa raccontare quello che fa notizia nel male ma anche nel bene con grande cura, responsabilità deontologica, rispetto per ogni persona, compresi coloro che sbagliano i quali hanno diritto a mantenere la loro dignità”. Siddi sottolinea come i giornalisti abbiano tentato a darsi codici e regole, in ultimo hanno collaborato con l'Autorità per le comunicazioni per porre un freno ai processi mediatici: “Ma, più dei codici – conclude - occorre promuovere una cultura della correttezza e della responsabilità dell'informazione”.
MARIKA ORLANDO






