"Quando siamo riusciti a metterci in contatto con lui ci ha detto che aveva messo tutto il suo equipaggio alla ricerca di Angelo - ha raccontato il cugino Alberto Faliva che ha lanciato un appello attraverso il cremonese quotidiano.net Il vascello - Il capitano era sconvolto, non sapeva spiegarsi l'accaduto". Ma è soprattutto con il compagno di cabina di Angelo, Alessandro P., che i familiari vorrebbero parlare. "E' lui che lo ha visto l'ultima volta uscire dalla cabina alle 20,15 di mercoledì sera - ha detto il cugino - le sue indicazioni potrebbero essere molto utili, potrebbe spiegare, ad esempio, come era vestito e questo potrebbe farci capire dove era diretto". "Sappiamo che anche l'Fbi vuole sentirlo - ha detto il padre di Angelo, Roberto - ma è chiaro che la determinazione con la quale si muoveranno le autorità italiane sarà decisiva". Angelo era partito con la crociera della Coral nel canale di Panama (16 giorni, 15 notti da Fortlauderdale in Florida a Los Angeles) il 23 novembre. E' scomparso mentre la nave navigava da Aruba e Cartagena de Indias (Colombia). Il giorno dopo, dopo raccontano i passeggeri nei messaggi al forum, il capitano ha dato l'annuncio durante il lunch e nella sala è calato il silenzio. L' aiuto chef italiano, un bel ragazzo alto, muscoloso, moro, lo sguardo sicuro, pare fosse una persona molto popolare, solare, in grado di inserirsi perfettamente in qualunque ambiente e di superare ogni complicazioni. "Non era il tipo da farsi abbattere da delusioni o difficoltà - ha detto ancora il cugino Angelo - Tutt'altro, e se parliamo di questioni amorose era lui caso mai a far soffrire".
Quindi i familiari continuano a respingere la tesi del suicidio. "Ma figurarsi - continua Alberto - Si era appena comprato la spider dei suoi sogni e non parlava d'altro che dei progetti futuri". Ne è ancora più convinta la sorella Chiara che da ieri continua a ripetere di un salvagente sparito dalla nave e dal quale sembra sia stato strappato il dispositivo di illuminazione.
MARIKA ORLANDO